Qui potete trovare una selezione di canti e musiche, fra cui alcuni del Rinnovamento nello Spirito Santo.
GESÙ CRISTO VERO DIO E VERO UOMO
Sito Cristiano Cattolico
Qui potete trovare una selezione di canti e musiche, fra cui alcuni del Rinnovamento nello Spirito Santo.
La Sacra Bibbia ha come ultimo Libro l'Apocalisse o Rivelazione, che termina con le seguenti Parole, al Capitolo 22: "Colui che attesta queste cose dice: 'Sì, vengo presto!'. Amen. Vieni, Signore Gesù! La Grazia del Signore Gesù sia con tutti voi. Amen!"
L'esistenza storica di Cristo è una realtà incontestabile. I fatti prodigiosi della narrazione evangelica sono una realtà altrettanto incontestabile. Cristo fu realmente investito della dignità messianica e fu realmente divino.
Dio non si è accontentato di dire che ti amava: un giorno, nel tempo, Egli è divenuto uomo: un essere come te, di carne, di coscienza e di sangue. Non hai bisogno di aver fatto degli studi superiori, per capire che cosa sia un uomo.
Integrata nel corpo di Cristo morto e risuscitato, la tua vita assume un valore eterno. Gesù non è solo Colui che t'insegna la via della salvezza, Egli è anche Colui che la compie e la realizza nella Sua Pasqua. Dirà Lui Stesso che Egli è la Via, la Verità e la Vita.
Il Nome di Gesù significa: il Salvatore, Colui che salva, Dio è Salvezza. Ebbene, vogliamo essere salvati? Sì! Allora rivolgiamoci con fiducia a Gesù e Lui ci guiderà lungo la strada della salvezza, per vie che solo Lui conosce. E quando batterà l’ora della morte, la paura si dissolverà, perché saremo portati dagli angeli nella Casa del Padre, nel Regno dei Cieli, in Paradiso.

La Sacra Bibbia ha come ultimo Libro l'Apocalisse o Rivelazione, che termina con le seguenti Parole, al Capitolo 22: "Colui che attesta queste cose dice: 'Sì, vengo presto!'. Amen. Vieni, Signore Gesù! La Grazia del Signore Gesù sia con tutti voi. Amen!" La vita in generale, ed in particolare quella degli esseri umani, è un qualcosa che ci è stato donato. Siamo infatti creature, nessuno di noi ha creato se stesso. La vita, semmai, ci è stata trasmessa, ovviamente dai nostri genitori e progenitori. In particolare, noi cristiani crediamo che non solo Dio ci ha creati, ma che "viene" continuamente in noi, ogni giorno, ma anche in momenti più o meno eccezionali e, soprattutto, al termine di questa vita terrena. Il fatto che il Signore, in vari modi, "venga" a noi, più che altro per mezzo di segni o per mezzo delle creature, ma a volte addirittura in visione o sotto forma di locuzione interiore, da un punto di vista teologico in generale, è un evento un po' particolare. Il nostro "essere", la nostra esistenza o consapevolezza, il nostro microscopico "io sono", vengono tutti dall'Unico ed Infinito IO SONO di Dio. Infatti, Egli rivelò a Mosè il Suo Nome in questo modo: "IO SONO COLUI CHE SONO". In un certo senso, pur essendo l'anima immortale, è come se l'esistenza ci venisse continuamente data o donata da Dio, che ha "la Vita in Se Stesso e che dà al Figlio la Vita in Se Stesso", senza il Quale non potremmo percepire alcunché, senza il Quale non saremmo consapevoli di nulla e cadremmo immediatamente nel nulla. Spingendosi oltre, riguardo ai Novissimi (Paradiso, Inferno, Purgatorio), si potrebbe dire che anche l'esistenza ultraterrena delle anime sia data in continuazione da Dio.

1) L'esistenza storica di Cristo è una realtà incontestabile.
2) I fatti prodigiosi della narrazione evangelica sono una realtà altrettanto incontestabile.
3) Cristo fu realmente investito della dignità messianica e fu realmente divino.
La dimostrazione di queste tesi è stata da me fatta, non già con sottili disquisizioni filosofiche e metafisiche, ma soltanto con la ragione, cioè fondandomi sui fatti storici e sui fatti scientifici. [...] Ed allora, se nella dimostrazione delle mie tesi ho seguito soltanto la ragione, e se per Razionalismo si deve intendere quella filosofia che non ammette altra verità, all'infuori di quella intesa dalla ragione umana (e tali sono i termini della definizione di Razionalismo), ciò vuol dire che anch'io sono un razionalista, al pari di Strauss, di Paulus e di Renan, con la differenza però che il mio Razionalismo mi ha portato a conclusioni ben diverse, da quelle cui giunsero i razionalisti di tutte le scuole e di tutti i tempi, negatori unanimi della divinità di Cristo. La conclusione, dunque, è questa e non può essere che questa: Cristo è realmente esistito, ed è realmente divino, cioè Figlio unigenito di Dio.
Leggi tutto: La Resurrezione è la più valida prova della divinità di Cristo

Dio non si è accontentato di dire che ti amava: un giorno, nel tempo, Egli è divenuto uomo: un essere come te, di carne, di coscienza e di sangue. Non hai bisogno di aver fatto degli studi superiori, per capire che cosa sia un uomo. Basta sentirti vivere, amare e piangere. Un uomo nasce, vive e passa sulla Terra, ed è Dio: Gesù di Nazaret, Figlio di Maria, Figlio di Dio. Se hai qualche esperienza del Dio tre volte Santo, non puoi non essere meravigliato, stupefatto, sbalordito davanti al mistero di Gesù. È un Essere totalmente Dio, senza alcuna riserva, e senza alcuna sfumatura. È un Essere totalmente uomo, senza alcuna riserva e senza alcuna diminuizione della sua umanità: "non è solo un uomo che nasce a Betlemme, che lavora a Nazaret, che parla alle folle in Palestina, che grida di paura al Getsemani, che muore a Gerusalemme: è Dio che nasce, lavora, parla, soffre e muore." (J. P. Deconchy) Gesù realizza il collegamento tra Dio e l'uomo e tra l'uomo e Dio. E per fare questo gli basta di essere, non ha altro da fare. È veramente l'Amore di Dio per te che prende corpo in Gesù Cristo. Accogli nel tuo cuore il Verbo incarnato e scruta senza stancarti il mistero della sua Persona. Domandagli spesso di immergerti nel Cuore di Dio e nel cuore dell'uomo. Quando ti avvicini a Gesù Cristo con la fede, scopri la vera dimensione del tuo essere di uomo divenuto dimora di Dio.
Dal libro "Prega il Padre tuo nel segreto" di Jean Lafrance
Ora, noi tutti sappiamo che esistono molte religioni, e che qualcosa di vero è contenuto in ciascuna di esse. Tutte, infatti, pur ciascuna con i propri limiti, cerca di rispondere alle domande fondamentali dell'esistenza, soprattutto in vista di una realtà superiore ed invisibile, che spesso viene definita "ultraterrena", ossia che supera questo mondo, in qualità, quantità, dimensione, bontà, amore, misericordia, giustizia, potenza, compassione, sapienza, intelligenza, etc. La maggior parte delle religioni crede nell'esistenza di un "dio" o di più "dei". Tipicamente, si parla di religioni monoteistiche: Ebraismo, Cristianesimo e Islam, e di religioni "politeistiche".

Integrata nel corpo di Cristo morto e risuscitato, la tua vita assume un valore eterno. Gesù non è solo Colui che t'insegna la via della salvezza, Egli è anche Colui che la compie e la realizza nella Sua Pasqua. Dirà Lui Stesso che Egli è la Via, la Verità e la Vita. Tuo compito non è solo quello di seguirLo portando la tua croce, ossia realizzando la volontà precisa di Dio su di te, ma di lasciarGli rivivere in te la Sua vita. Tutte le decisioni che puoi prendere per la tua vita di cristiano prendono il loro senso e il loro valore nella vita del Cristo. Egli è il primo ad avere fatto della Sua vita un'offerta al Padre. È per questo che tu devi contemplarLo a lungo nel Suo mistero pasquale, affinché t'infonda la Sua vita divina con il dono del Suo corpo glorificato.
Dal libro "Prega il Padre tuo nel segreto" di Jean Lafrance
Il Signore Gesù ha usato ed usa tuttora molti modi per farci partecipi della Sua vita. Innanzitutto possiamo conoscerLo dal punto di vista dei Vangeli, ossia leggendo e cercando di mettere in pratica quanto Egli disse, fece ed insegnò. A livello visibile, inoltre, non abbiamo cose più preziose nell'universo che il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo. Possiamo letteralmente cibarci di Lui, con il Suo Corpo che diventa anche il nostro corpo e il Suo Sangue che scorre anche nelle nostre vene. Naturalmente è soprattutto una questione di fede, ma di una fede coltivata.
Leggi tutto: In Gesù Cristo morto e risorto, la tua vita assume un valore eterno.

Il Nome di Gesù significa: il Salvatore, Colui che salva, Dio è Salvezza. Ebbene, vogliamo essere salvati? Sì! Allora rivolgiamoci con fiducia a Gesù e Lui ci guiderà lungo la strada della salvezza, per vie che solo Lui conosce. E quando batterà l’ora della morte, la paura si dissolverà, perché saremo portati dagli angeli nella Casa del Padre, nel Regno dei Cieli, in Paradiso. Non smettiamo mai di pregare il Signore, chiedendoGli aiuto e salvezza. Oh, quanti problemi ci affliggono, quante distrazioni, quante passioni, quanti peccati... Eh sì, diciamolo pure chiaramente: siamo dei peccatori. Una invocazione tanto cara al Cristianesimo Orientale è la seguente: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore!” Certi monaci e non la ripetono spessissimo, a volte quasi continuamente. Perché dovremmo sempre invocare il Signore, anche quando le cose “ci vanno bene”? Innanzitutto perché Lui ci ama e, così facendo, Gli dimostriamo il nostro amore. E se noi rimaniamo in Lui, avremo la salvezza eterna, la vita eterna in Dio, con Dio e per Dio. Vi pare forse poco? Un giorno udii un sacerdote paragonare la preghiera allo stare al sole: se non prendiamo il sole non ci abbronziamo; e la famosa “tintarella” richiede pazienza, occorre infatti stare al sole e, se necessario, prepararci spalmandoci sulla pelle un’opportuna crema protettiva. Così dice il salmista: “Il Tuo Volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il Tuo Volto.” Abbronziamoci dunque dinanzi al Volto del Signore, che è “Sole di giustizia”. Lui ci purificherà dai nostri peccati, piccoli e grandi, per essere meno indegni di comparire, un giorno, alla Sua Presenza. Naturalmente il Signore è sempre con noi ma, come sta scritto: un giorno Lo vedremo “Così come Egli è”. Prepariamoci dunque all’incontro con lo Sposo per eccellenza, che non fa preferenze di persona, ma distribuisce abbondantemente la Sua Grazia e i Suoi Doni a tutti i Suoi figli, anche se non sempre sono “di buona volontà”. Facciamo dunque quest’atto di umiltà, che può donarci la Salvezza Eterna: chiniamo il capo di fronte a Gesù e diciamoGli: “Sei Tu la mia vita e la mia salvezza, aiutarmi ad amarTi e così Ti amerò per sempre.” Sta scritto: “Lasciatevi riconciliare con Dio”. Abbandoniamoci dunque, cercando di peccare il meno possibile, e lasciamoci così salvare.
Precedente pubblicazione in data 03-07-2021

Ritorniamo ora nel suggestivo Paese di Gesù e fermiamoci col pensiero dinanzi al sepolcro, nel quale vennero deposte le spoglie mortali del Nazareno. Un drappello di soldati romani vi monta di guardia, per impedire che venga rimossa la Salma che vi giace: la tomba è chiusa con una grossa pietra, e sulla pietra sono apposti i sigilli dei sinedriti, i quali vogliono così prendere le debite precauzioni, affinché il corpo di guardia non venga corrotto col denaro dai seguaci di Gesù, che aveva osato proclamarsi Figlio di Dio. Essi pensavano che la questione della Resurrezione potesse essere inscenata dai Discepoli di Gesù, e fu precisamente questa l'accusa che i Giudei mossero loro, allorquando si seppe la notizia che, nelle prime ore della mattina della domenica, il sepolcro era stato trovato vuoto! Che cosa era successo? Lo sappiamo dai Vangeli. Avvenne una forte scossa di terremoto, seguita subito dalla sfolgorante apparizione di un angelo che rotolò la pietra tombale e vi si sedette sopra. In quelle ore antelucane, i soldati del corpo di guardia - che sonnecchiavano nelle vicinanze del sepolcro - rimasero spaventati, a tal punto che si dettero precipitosamente alla fuga, cercando scampo nella vicina porta della città. Il Corpo di Gesù non si trovava più nel sepolcro; era sparito in modo misterioso, era resuscitato. Lo dissero gli angeli, che apparvero alla Maddalena, la quale, fra le pie donne, fu la prima ad accorrere, nelle ore mattutine della domenica, alla tomba dell'amato Maestro, per provvedere alla definitiva imbalsamazione del venerato Corpo. Per dare la prova tangibile della Sua Resurrezione, Gesù apparve parecchie volte, non a poche, ma a centinaia di persone, e non in spirito, ma in carne ed ossa.

Scritto il 16 Novembre 2016
Non c'è veramente un modo migliore per concludere l'Anno Liturgico che con la Solennità di Gesù Cristo Re dell'Universo, la quale precede il tempo dell'Avvento. Il ciclo di XXXIII settimane del tempo ordinario dell'Anno Liturgico (33 come gli anni che Gesù visse su questa Terra) ha termine con l'espressione universale della regalità di Cristo, che afferma:"Io Sono l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il principio e la fine." (Apocalisse 22, 13). Dio è il Principio e la Fine, il Creatore di tutto e di tutti, nel tempo e al di fuori del tempo, infinito, eterno, Altissimo e, nello stesso tempo, Vicinissimo. Innanzitutto riportiamo le Letture di Domenica 20 novembre 2016:
Prima Lettura
Dal secondo libro di Samuele 5, 1 – 3
In quei giorni, vennero tutte le tribù d’Israele da Davide a Ebron, e gli dissero: «Ecco noi siamo tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d’Israele”». Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re a Ebron, il re Davide concluse con loro un’alleanza a Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re d’Israele.
Leggi tutto: In occasione della Solennità di Gesù Cristo Re dell'Universo

Siamo tutti peccatori, ma Dio ha il potere e la volontà di perdonarci. Sei un ateo? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Fai sesso al di fuori del matrimonio? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Sei un adultero o un’adultera? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Sei un ladro? Sei un alcolizzato? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Sei un mafioso? Ti droghi? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Vai con le prostitute? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Sei un malavitoso? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Sei un satanista? Sei uno spacciatore? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Commetti atti impuri? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Guardi film pornografici? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Sei in cattivi rapporti con i tuoi genitori? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Hai ucciso? Sei un bestemmiatore? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Desideri la donna o l 'uomo d 'altri? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Desideri la roba d 'altri? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Sei invidioso? Sei egoista? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Giochi d 'azzardo in maniera esagerata? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Non santifichi le Feste? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Adori altri “dei”? Menti facilmente? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Compi o hai compiuto peccati "inconfessabili "? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti. Come chiedere perdono al Signore? E’ semplice: basta chiederglieLo. Tuttavia il Signore vuole anche che ci confessiamo, se desideriamo cambiare vita, soprattutto nel caso in cui abbiamo commesso peccati mortali. Il Signore Gesù, infatti, ha dato ai suoi Apostoli ed ai loro Successori, i Sacerdoti, il potere di rimettere i peccati, grazie all’azione dello Spirito Santo. Accostiamoci dunque con fiducia alla Divina Misericordia, e ne verremo trasformati. Provare per credere!
Precedente pubblicazione in data 11-07-2021

La preghiera del Credo, la professione di fede cristiana detta anche “Simbolo Niceno-Costantinopolitano”, ad un certo punto afferma: “Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, Unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio Vero da Dio Vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di Lui tutte le cose sono state create.” Noi siamo quindi figli del Padre, del Signore Gesù e dello Spirito Santo. Siamo figli della Santissima Trinità. Ora, cosa comporta sapere questo? Indubbiamente molte cose, alcune delle quali vengono trattate nella sezione “Chi siamo noi?”. Tuttavia accenniamone una soltanto: sapere di essere figli di Gesù, non ci dovrebbe riempire di gioia? Sapere che Lui ci ama di amore eterno, non dovrebbe far scaturire in noi la felicità? Nella Sacra Bibbia, in un certo passo, possiamo leggere che il Signore dice che se anche una madre dovesse dimenticarsi del suo figlio, Lui, invece, non si dimenticherà mai di noi; poco dopo si può leggere che il Signore ha noi “disegnati sulle palme delle Sue Mani”. Certamente, in molte situazioni difficili della vita di ognuno di noi, a volte anche drammatiche, tutto questo sembra lontano... Tuttavia, se vogliamo realmente cambiare vita, se vogliamo che il Signore agisca liberamente nelle nostre vite, ebbene, dobbiamo crederGli. Occorre riflettere attentamente sul fatto che noi siamo creature. Se Dio non esistesse, non esisteremmo neppure noi. È Lui la fonte della nostra vita. Gli uomini e le donne della società contemporanea, a volte, pare che vogliano fare a meno di pensare di essere creature. Non siamo noi i creatori di noi stessi, ma è Dio il Creatore!
Precedente pubblicazione in data 03-07-2021

Chissà quante volte lo abbiamo sentito o letto: “Gesù ti ama!” Ma è proprio così? Certo che è così! In un passo della Sacra Bibbia possiamo leggere: “Ti ho amato di Amore Eterno, per questo ti uso ancora pietà.” Ebbene, cosa dire? Null’altro che questo: “Cerchiamo di ricambiare l’Amore del Signore!” Come molti di voi sapranno per esperienza, è una cosa molto triste amare senza essere riamati. Un giorno San Francesco d’Assisi si mise a piangere e a dire: “L’Amore non è amato!” Uno che passava dov’era il Santo, a sentire quelle parole e quel pianto... si mise a piangere anche lui! Ricordiamolo sempre, anche quando tutto sembra crollarci addosso. E’ proprio nelle difficoltà, infatti, che si dimostra il vero amore. Ogni tanto, infatti, come accade fra due innamorati, Gesù ci chiede delle “prove d’amore”. Cerchiamo di non deluderlo; ma se anche non riuscissimo, se confidiamo un po’, le cose miglioreranno. Oh, so quanto sia difficile, in quei momenti, ma abbandoniamoci a Lui con fiducia filiale, come dei bimbi piccoli, e tutto andrà bene, anche se spesso non come vorremmo noi. Ma come piace a Dio. Invochiamo Gesù, e tutto, alla fine, andrà bene; sta infatti scritto: “Chiunque invocherà il Nome del Signore sarà salvato” Ma salvato da cosa? Dal male che è in noi e fuori di noi, naturalmente. E qual è la massima espressione del male, che possiamo vedere in questo mondo? La morte. Ma Gesù ha vinto la morte! Purtroppo noi figli di Adamo siamo a volte propensi al male, anche se non lo vogliamo. Tuttavia il male, purtroppo, c’è. Ed il nemico, Satana, spesso ci muove battaglia, anche se non ce ne accorgiamo. Un brutto pensiero verso qualcuno, una parola tagliente, una mancata buona azione, forse per pigrizia... Spesso i nostri pensieri… non sono affatto nostri: possono provenire dal nemico o dai suoi seguaci, consapevoli o inconsapevoli. Cerchiamo di amare Gesù, Vera Vite e Vera Vita. Ma come? Innanzitutto pregandoLo e andorandoLo, poi amando i nostri fratelli e le nostre sorelle. E chi sono i nostri fratelli e le nostre sorelle? Tutti gli uomini e tutte le donne! Tutta l’umanità! Ripariamo a tante bestemmie, benediciamo il Nome Glorioso e Santo di Gesù. Cosa significa il Nome “Gesù”? Significa: il Salvatore, Colui che salva, Dio è salvezza. Oh, quanto è importante e sublime il Nome di Dio! Lo sapevano bene, gli antichi Israeliti, quando il sacerdote entrava nella Tenda di Dio e pronunciava il Suo Nome... Tutti abbassavano la testa. Sii felice, o tu che leggi, creatura e figlio amato dal Signore: Gesù ti ama!
Precedente pubblicazione in data 11-07-2021

Ma Gesù rispose loro: «Il Padre mio opera sempre e anch'io opero».
Giovanni 5, 17
Il cristianesimo non è solo una religione, non è solo una dottrina, non è solo un insieme di norme morali; è infatti tutto questo e molto di più. Il cristianesimo è una Persona: Gesù Cristo. Una Persona Divina, ossia un Dio-Uomo. Se Dio è Onnipotente, Egli può tutto. Può quindi aver liberamente generato un Figlio-Dio: il Cristo, il Verbo Eterno del Padre. Ora, il Verbo è la Parola per eccellenza, ossia l’esplicitazione della Mente e del Cuore di Dio. Quando noi parliamo con sincerità, parliamo con la mente e con il cuore, ossia “tiriamo fuori” quello che pensiamo veramente. Non abbiamo altri mezzi: il Signore ci ha creati così. Questo espandersi della nostra coscienza è una forma di amore, e l’Amore per eccellenza, che è Dio, pronuncia eternamente la Sua Parola mediante il Figlio, entrambi uniti dallo Spirito Santo che da essi procede e che essi fonde, con Se Stesso, in un unico Signore: la Santissima Trinità. Roberto Benigni, famoso attore, comico e recitatore italiano, un vero amante dell’Italia e dell’umanità, nel corso di una sua trasmissione dal nome “La più bella del mondo”, riguardante la Costituzione della Repubblica Italiana, ha riportato un storia che andiamo ora a leggere.

Per quanto riguarda l’esistenza storica di Gesù Cristo esistono numerose ragioni concettuali e prove storiche che la dimostrano ampiamente. Cercheremo ora di elencare alcune prove del passaggio su questa Terra del Signore Gesù, dove visse in carne ed ossa più di duemila anni or sono, prove “cristiane” e “non cristiane”, senza dimenticare che Egli è l'Unico Dio e Uomo che mai sia esistito e che mai esisterà. Il Vangelo, innanzitutto, da chi fu scritto? Da Matteo (un Apostolo che fu ex-esattore delle tasse per conto dei Romani), da Marco (un uomo che fu opportunamente istruito dall’Apostolo Pietro), da Luca (un medico, anche lui Discepolo), e da Giovanni (un altro Apostolo, quindi testimone oculare come Matteo delle opere del Signore, definito “il Discepolo che Gesù amava”, peraltro unico fra i Dodici che ascoltò direttamente le ultime parole di Cristo, morente sulla Croce).

Gesù confido in Te!
Il Culto e la Festa della Divina Misericordia
La sera del 22 febbraio del 1931 il Signore volle fare un grande regalo all’umanità. Apparve infatti a Santa Maria Faustina Kowalska, come lei stessa scrisse nel suo Diario: “ La sera stando nella mia cella, vidi il Signore vestito di una veste bianca. Dopo un’istante Gesù mi disse: «Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te! Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l’anima, che venererà questa immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come Mia propria gloria.» ” Gesù definisce questa immagine “L’ultima tavola di salvezza per i peccatori” . Teniamo quindi conto di queste parole!

Molti Santi, peccatori, credenti, laici, non credenti, teologi, filosofi e pensatori, nel corso dei secoli, hanno cercato di dare una risposta a questa domanda. Alcuni di loro hanno persino definito delle vere e proprie “prove”, di natura logica, teologica e filosofica, dell’esistenza di Dio, basti ricordare San Tommaso D’Aquino. Tuttavia in questa sede non verranno riportate. Mi limiterò a fornire degli spunti di riflessione. Naturalmente convincere un ateo dichiarato è un’impresa non certo facile, tuttavia è possibile riflettere insieme sulla possibilità (in realtà è un fatto) che Dio esista. Inoltre, i "veri atei " sono piuttosto pochi, anche se moltissime persone (credenti comprese) solitamente si comportano più o meno come se Dio non esistesse. Sarebbe infatti utile sottolineare che l’essere umano, ordinariamente, esprime la propria esistenza a se stesso e agli altri in queste forme: pensieri, parole, operte ed omissioni.

"La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate"
Marco 14, 34
Il dramma del Getsemani ha sempre esercitato sui santi una profonda attrazione: essi non potevano distaccarsi da questa contemplazione. Per poco che tu ami Cristo, non puoi restare insensibile al pensiero di quella notte, nella quale Egli sudava d'angoscia all'idea di quanto stava per accadere. Tanto più che col tuo peccato sei implicato nell'agonia e nella morte di Gesù; è per causa tua e di tutti i tuoi fratelli che la Sua Anima ha conosciuto l'angoscia e la tristezza fino a morirne. Tanto più comprenderai questa agonia se hai vissuto spesso qualche cosa del genere. Nei momenti di prova, nei quali soffri e piangi, tu desideri la presenza dei tuoi amici. Sì, Gesù ha sperimentato nell'agonia la spaventosa solitudine dell'amore misconosciuto. Lascia risuonare profondamente in te le parole che Egli rivolge a varie riprese agli Apostoli entrando nel Getsemani: "Restate qui e vegliate". È una chiamata a restare a lungo con Gesù, fissando lo sguardo silenzioso su di Lui, quale ti appare in questa scena, come dice Paolo nella Lettera agli Ebrei: "tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede" (12, 2). Ma proprio nel momento in cui tu vorresti pregare, ne provi quasi una impossibilità: come gli Apostoli, amici di Gesù, sei schiacciato dalla stanchezza e cadi nel sonno.
Leggi tutto: Gesù desidera che vegliamo con Lui e con ogni creatura che soffre

Fiumi d’inchiostro sono stati scritti su questo argomento. Miliardi di parole sono state lette e pronunciate. Dio esiste, ed è Onnipotente: Egli può tutto. Ma veramente tutto? Certo, assolutamente tutto. Ora, se Dio è l’Onnipotente, non c’è da meravigliarsi che abbia un Figlio. Come noi, piccole creature, possiamo generare figli, tanto più Dio! E chi è questo Figlio? Il Signore Gesù, naturalmente. Gesù non solo è il Figlio di Dio, l’Unigenito, Primogenito e Dilettissimo Figlio del Dio Vivente, ma è anche il Messia, il Cristo, ossia l’Unto di Dio, il Salvatore annunciato dai Profeti. Gesù dunque è il Messia, il Cristo, l’Unto di Dio. Ma neanche questo è sufficiente. Gesù, infatti, è il Signore dei signori, il Re dei re, il Padrone dei padroni. Il Signore chiese un giorno a San Francesco d’Assisi: “Chi vuoi servire, il servo o il Padrone?” Lascio a voi immaginare la risposta. Il servo è il mondo, ossia la società e la mentalità umana di stampo terreno, unitamente al cosiddetto “ego”, che è l’io umano schiavo, in varia misura, della triade costituita dalla carne, dal mondo suddetto e dal Maligno. il Padrone è il Creatore di tutto e di tutti. Inoltre, se Dio è Onnipotente, può essere anche Trino ed Uno: Padre, Figlio e Spirito Santo. Questa è l’Unica e Vera Divina Trinità: infinitamente buona, eterna, indistruttibile, donatrice di ogni vita, Onnipotente, Onniscente, Onniveggente, Onnipresente ed Onniprescente. Lo Spirito Santo Dio procede dal Padre e dal Figlio, come recita il Credo, il Simbolo Niceno-Costantinopolitano. Dio è dunque Onnipotente, e si è scelto pure una Madre umana: la Vergine Santissima di nome Maria, l’Immacolata Concezione piena di Grazia. Dio, l’Ingenerato, l’Increato, ha preso forma mortale per mezzo di una donna: La Beata Sempre Vergine Maria Santissima. Gesù è dunque il Figlio di Dio, il Figlio di Maria e il Figlio di Giuseppe. Sì, perché il nostro ed Unico Dio ha voluto avere un padre putativo: San Giuseppe, il giusto sposo di Maria, che protesse e nutrì la Sacra Famiglia fin dall’inizio della più grande Chiamata fatta da Dio all’uomo, in mezzo a pericoli, umiliazioni e difficoltà di ogni genere. Gesù è il Messia, l’Amato del Signore, il nostro Salvatore e Redentore. Gesù non solo ha dato la Sua vita per noi tutti, ma è anche il nostro Maestro. Sta scritto infatti: “Uno solo è il vostro Maestro, il Cristo”. E in un altro passo delle Scritture possiamo leggere: “E saranno tutti ammaestrati da Dio”. Guardiamoci dunque dai falsi maestri che, come dice Gesù, sono lupi rapaci in veste di pecore, che fingono di portare al pascolo il gregge solo per il proprio tornaconto e, quando c’è qualche difficoltà, fuggono in cerca di altre prede, spesso deboli e disorientate. Gesù è anche la Vittoria Personificata. Egli, infatti, ha vinto tutto: ha vinto la morte, il mondo, il peccato, il nemico, ossia il diabolico accusatore, la carne, il male, l’odio, la malattia, la caducità senza speranza, la guerra... tutto! Affidiamoci dunque senza timore al Signore dei signori, e lui si prenderà cura di noi come una tenera Madre ed un Padre amorevole.
Chi mai ha potuto…
Chi mai ha potuto essere il Figlio del Dio Vivente? Chi mai ha potuto essere Vero Dio e Vero Uomo? Chi mai ha potuto spaccare la Storia in due? Chi mai ha potuto perdonare i peccati? Chi mai ha potuto versare il Suo Sangue per la salvezza di tutti? Chi mai ha potuto chiamarsi “Il Cristo”, l’Unto di Dio? Chi mai ha potuto risuscitare dai morti? Chi mai ha potuto dire di essere “Signore e Maestro”? Chi mai ha potuto pregare per i Suoi crocifissori? Chi mai ha potuto dire al mare in burrasca e ai venti: “Calmatevi!” Chi mai ha potuto edificare la Chiesa? Chi mai ha potuto far venire il Regno dei Cieli sulla Terra? Chi mai ha potuto chiamarsi “Il Figlio dell’Uomo”? Chi mai ha potuto dire che il primo di tutti è schiavo di tutti? Chi mai ha potuto nascere da una Vergine? Chi mai ha potuto dire di essere la Via, la Verità e la Vita?
Precedente pubblicazione in data 03-07-2021

Quante volte abbiamo sentito questa breve ma importantissima frase: “Dio è Amore”... quante volte? Probabilmente parecchie, a seconda dei casi, naturalmente. Eppure non per questo si “inflaziona”, perché è la pura verità: Dio è Amore. Papa Benedetto XVI ha persino intitolato un’enciclica in questo modo: “Deus Caritas Est”, che è poi uno dei fondamenti del cristianesimo da Gesù in poi, compresi gli Apostoli, i Discepoli, i Santi, Papi, tutti i battezzati e credenti in Cristo. Anche nell’Antico Testamente si trova questo concetto, anche se pare essere messa in rilievo l’azione giusta e potente del Signore. Ma qual è l’azione d’Amore di Dio? Posso solo fare delle considerazioni e delle riflessioni, perché il mistero d’Amore della Santissima Trinità è insondabile. Il Signore stesso, infatti, disse a Santa Faustina che né mente umana né angelica può comprendere Dio. Noi possiamo solo accogliere ciò che Dio ci ha rivelato e la Santa Chiesa ci propone a credere. La mente umana, fosse pure la più intelligente ed acuta, presenta infatti dei limiti enormi. Dio, spesso, è molto “pratico”. Un Sacredote scrisse: “Nessuno è più concreto di Dio”. Gesù, infatti, quando parla della misericordia e dell’amore che dobbiamo offrire al nostro prossimo, dice: “Ero affamato e mi avete dato da mangiare, Ero assetato e mi avete dato da bere, Ero nudo e mi avete vestito, Ero malato e siete venuti a trovarmi, Ero carcerato e siete venuti a visitarmi, Ero forestiero e mi avete ospitato”. Un Amore molto concreto, insomma, che aiuta chi ha bisogno.

Pur avendo un evidente senso della giustizia, alcune persone ritengono “fandonie” concetti come il Giudizio Universale. Anch’io credo che Dio sia Amore Infinito e, di più, Misericordia Infinita, ossia Amore che nulla chiede in cambio. Ma credo anche che sia Giustizia. Gesù Cristo stesso, rivolgendosi a Santa Faustina Kowalska, suora polacca vissuta 33 anni ed universalmente definita “Apostola della Divina Misericordia”, disse: “Io Sono Re di Misericordia e Giudice Giusto.” Questo si può leggere nel “Diario” di questa grande Santa e Mistica, dotata da Dio di doni e carismi eccezionali eppure modestissima, con poca cultura, solitamente dedita, nei vari conventi in cui ha vissuto, alle mansioni più umili: giardiniera, cuoca e portinaia. Penso che il Signore eserciti la Giustizia con infinita Sapienza. Non solo Egli Stesso è la Sapienza Incarnata, ma è anche amorevole pedagogia. Moltissimi esempi di questo si possono trovare nella Sacra Bibbia (Antico e Nuovo Testamento). In pratica tutto ciò ha essenzialmente due aspetti: il Signore punisce non solo per castigare, cioè per infliggere delle sofferenze, ma perché queste facciano comprendere la Verità, l'umiltà e molte altre cose importanti. Inoltre solo Dio sa trarre il bene dal male: molti sono gli esempi, come si è detto, fra cui il rinnegamento di San Pietro e la conversione di San Paolo. Da queste situazioni obiettivamente cattive (un uomo che per paura rinnega Gesù ed un altro che, pensando di servire Dio, perseguita i primi cristiani) il Signore trae il bene dal male, ossia porta a compimento la Sua opera. Anche nel caso della risurrezione dell'amico Lazzaro, Gesù affermò che questa morte non era una fine, ma era accaduta per manifestare la Gloria di Dio. L'esempio più alto di tutto ciò è la morte di Gesù in Croce: dal massimo male (l'uccisione del Figlio di Dio), il Signore trae il massimo bene (la salvezza di tutte le anime).
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Gesù Cristo è il nostro migliore Amico. Ma come esserne sicuri? Un giorno, tanto tempo fa, Sant’Antonio Abate chiese a Dio perché alcuni uomini sono ricchi, altri poveri, perché alcuni muoiono giovani, altri vecchissimi e perché degli empi sono ricchi e dei giusti sono poveri. E giunse a lui una voce che disse: “Antonio, bada a te stesso. Sono giudizi di Dio questi: non ti giova conoscerli.” Non sappiamo se sia stato un Angelo o il Signore a parlargli, ma anche se fosse stato un Angelo, le parole sono del Signore. Egli non dice a tutti, indistintamente, le stesse cose. Sicuramente tutto quanto è scritto nella Sacra Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, è rivolto a tutti, ma a volte, come Vero ed Unico Maestro, il Signore dice a ciascuno di noi cosa è importante per che riceve la Sua Parola, anche se non espressa direttamente in forma di parole umane udibili dalla mente o dall’orecchio. Quello che sentì Antonio, poche parole, è costituito da un’esortazione, da un’affermazione e da una spiegazione conclusiva. Si tratta di un mirabile intreccio d’invito alla fede e di logica superiore a quella umana, che per essere analizzati e compresi adeguatamente sarebbe richiesto molto tempo. In questa sede ci sentiamo di scrivere quanto segue.

A noi, peccatori, torna difficile capire come si possa essere liberi ed essere "preservati dal peccato". Ci sembra che, in ogni caso, tale esenzione sia un privilegio staccante e che perciò la libertà di Maria voli troppo in alto per confortarci delle nostre evasioni della moralità. Se si è "preservati dal peccato" come affermare che si è liberi se appunto "non si può fare peccato" ? È poco più che una difficoltà di parole, eppure costituisce un ostacolo per non pochi nel loro vincolo di culto a Maria. Dobbiamo dunque ricordare il significato di una libertà giustamente definibile "Immacolata".
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La motivazione!
Ecco ciò su cui continuamente s'indaga, dentro l'intrico d'una vita о nelle vicende dei fatti storici, per "capire" le persone. Nel caso di Maria noi dobbiamo fare emergere dalle nostre categorie usuali, in fatto di motivazione all'agire responsabile, quella che vorremmo fosse la più storica di tutte, e che di fatto resta purtroppo lа piu astorica di tutte, сiоè il puro amore. Sull'amore come "anima" della storia auspicata e desiderata, valga per tutte la testimonianza del Marx giovane: "Quando tu ami senza provocare amore, cioè quando il tuo amore come amore non produce amore reciproco, е attraverso la tua manifestazione di vita, di uomo che аmа, non fai di te stesso un uomo amato, il tuo amore è impotente, è una sventura" (Terzo manoscritto 1844). Questa aspirazione, assente soltanto in certi fanatismi politici, ha sempre perso assai presto, in concreto, la sua universalità. C'è la ragione. L'Amore che sussiste pieno e incorrotto è Dio (1 Gv 4,8). Il mondo non è Dio. Il mondo dunque non è amore, "ha" soltanto una capacità di amare la quale non è in grado di creare e mantenere relazioni interpersonali di comunione.
Leggi tutto: Maria Vergine Santissima è l'Aiuto, spinta da Purissimo Amore.

Garabandal è un piccolo villaggio di circa 300 persone situato in una regione montuosa e aspramente bella del nord della Spagna. La sera del 18 giugno 1961, quattro ragazze stavano giocando nella periferia della città : l'undicenne Maria Cruz Gonzalez e tre ragazze di 12 anni di nome Conchita Gonzalez, Maria Dolores Mazon e Jacinta Gonzalez. Nonostante i loro cognomi simili, nessuna di loro era imparentata. Improvvisamente, udirono un forte rumore, come un tuono, e videro l'Arcangelo Michele. Nei giorni seguenti, l'Arcangelo apparve nello stesso luogo, annunciando loro che il 2 luglio avrebbero visto la Madonna. Primo incontro con la Madonna Alle sei di sera del 2 luglio, alla presenza di una folla di spettatori, le ragazze entrarono in estasi e videro la Madonna, accompagnata da due Angeli, uno dei quali era San Michele. Le ragazze descrissero la Madonna così: È vestita di una veste bianca con un manto azzurro e una corona di stelle dorate. Le sue mani sono sottili. C'è uno scapolare marrone sul suo braccio destro, tranne quando porta in braccio il Bambino Gesù. I suoi capelli, color nocciola intenso, sono divisi al centro. Il suo viso è lungo, con un bel naso. La sua bocca è molto carina con le labbra un po' sottili. Sembra una ragazza di diciotto anni. È piuttosto alta. Non c'è voce come la sua. Nessuna donna è come lei, né nella voce né nel viso né in qualsiasi altra cosa. Le ragazze parlavano con la Vergine con la semplicità dei bambini che parlano in modo familiare con la madre. "Le stavamo raccontando", hanno detto, "i nostri compiti, come stavamo andando nei prati…" e "Lei sorrideva alle piccole cose che le dicevamo".
Leggi tutto: Le Apparizioni di Maria Vergine Santissima a Garabandal e l'Avvertimento

Il ruolo di Maria nella vita spirituale
Luke Donahue, laureato nel 2017 all'Università di Notre Dame, è ora postulante presso la Congregazione della Santa Croce. Mentre era a Notre Dame, Luke studiò teologia e tedesco con una specializzazione in studi medievali. Nell'intervista riportata di seguito, parla del suo rapporto con la Madonna, condividendo generosamente le intuizioni di grazia raccolte in anni di devozione. Queste domande e risposte fanno parte della serie Notre Dame - My Mother. Puoi descrivere la tua relazione con Maria e come è cambiata nel tempo? Il mio rapporto con Maria è decisamente cresciuto nel corso della mia vita. Quando ero bambino, pregavo l'Ave Maria quasi tutti i giorni, ma era una specie di preghiera come un'altra. Ho apprezzato il ruolo di Maria come Madre di Dio, ma non mi sono reso conto fino a che punto lei, come madre di tutti i cristiani, possa avere un rapporto personale con noi. Penso che la prima volta che la mia famiglia ha pregato insieme il Rosario è stato dopo la morte di San Giovanni Paolo II. Aveva davvero promosso il Rosario, così mia madre ci ha radunati attorno al tavolo e abbiamo pregato tutti insieme il Rosario. È stata un'esperienza molto commovente. Avevo circa dieci anni e me lo ricordo molto distintamente. Ricordo di aver letto che molti Santi promuovevano il Rosario, così ho iniziato a pregare il Rosario di più durante il primo anno delle superiori e dava molta pace. Era quella pace che mi attirava più a fondo. Ora è diventato parte della mia routine quotidiana: entrare in contatto con mia madre e lasciare che lei mi aiuti a rivestire la vita di Cristo. Il più grande passo avanti nella mia relazione con Maria è stato il mio primo anno qui a Notre Dame, quando sono stato coinvolto in un gruppo chiamato Milizia dell'Immacolata.
Leggi tutto: Il ruolo di Maria Vergine Santissima nella spiritualità cristiana e nella maternità
Il Messaggio del Padre
1° fascicolo
1° Luglio 1932
Festa del prezioso Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo
Ecco finalmente il giorno per sempre benedetto della promessa del Padre celeste! Oggi terminano i lunghi giorni della preparazione e mi sento vicina, vicinissima alla venuta del Padre mio e del Padre di tutti gli uomini. Alcuni minuti di preghiera e, poi, delle gioie tutte spirituali! Sono stata preda da una sete di vederLo e di sentirLo! Il mio cuore bruciante d’amore si apriva con una confidenza talmente grande da farmi constatare che allora non ero stata così fiduciosa con nessuno. Il pensiero del Padre mio mi gettava come in una follia di allegrezza. Finalmente dei canti cominciamo a farsi udire. Degli angeli vengono e mi annunciano questo felice arrivo! I loro canti erano così belli che mi sono proposta di scriverli appena possibile. Questa armonia cessò un istante ed ecco il corteo degli eletti, dei cherubini e dei serafini, con Dio nostro Creatore e Padre nostro. Prostrata, la faccia a terra, inabissata nel mio nulla, ho recitato il Magnificat. Subito dopo il Padre mi dice di sedermi con Lui per scrivere ciò che ha deciso di dire agli uomini. Tutta la Sua corte, che L’aveva accompagnato, è scomparsa. Solo il Padre è rimasto con me e prima di sedersi mi dice: “Te l’ho già detto e te lo dico ancora: non posso più donare un’altra volta il mio Figlio diletto, per provare il mio amore per gli uomini! Ora è per amarli e perché essi conoscano questo amore che Io vengo tra loro, prendendo la loro somiglianza, e la loro povertà. Guarda, Io depongo la mia corona e tutta la mia gloria, per prendere l’atteggiamento di un uomo comune!” Dopo aver preso l’atteggiamento di un uomo comune deponendo la Sua corona e la Sua gloria ai Suoi piedi, prese il globo del mondo sul Suo cuore, sostenendolo con la mano sinistra, poi si sedette accanto a me. Sul Suo arrivo, sull’atteggiamento che si degnò di assumere e sul Suo Amore non posso dire che qualche parola! Nella mia ignoranza non ho parole per esprimere ciò che Egli mi fece capire.
Leggi tutto: Messaggio di Dio Padre a Madre Eugenia Elisabetta Ravasio

Tutti noi, per fede, crediamo nella vita dopo la morte. Non solo noi cristiani, ma gli uomini e le donne di ogni epoca hanno creduto in questo. Coloro che sostengono il puro e semplice "materialismo", ossia che esiste solo quanto è percepibile dai cinque sensi, e che con la morte del corpo muore l'intero essere umano, sono sempre stati una minoranza, soprattutto nell'ambito della cosiddetta "élite intellettuale". Tuttavia, al giorno d'oggi, la maggior parte dell'umanità vive come se le realtà ultraterrene non esistessero e, purtroppo, spesso anche noi cristiani ci comportiamo in questo modo. Ora, la scienza "ufficiale" ha fatto grandi progressi, soprattutto negli ultimi secoli, e non pochi sono i suoi meriti. Tuttavia, sostenere che esiste solo quanto noi possiamo vedere, toccare, udire, gustare od odorare, anche dal punto di vista scientifico, è errato.
Leggi tutto: La vita dopo la morte - Testimonianza della Dott.ssa Gloria Polo

Sulla Terra non esiste alcun popolo che sia ateo [a meno che non lo si obblighi con la forza, e comunque anche quando questo accade rimangono dei credenti - N.d.C.], cioè che non ammette l'esistenza della divinità; i popoli sono discordi nel determinarne la natura e gli attributi, ed anche circa la maniera di onorare tale divinità, ma tutti ammettono che vi è un Ente supremo, o che vi sono più Enti supremi, da cui dipende il governo del mondo. La credenza nella divinità è dunque universale e pertanto, nel mondo, esistono degli individui atei, ma non dei popoli. Il consenso dell'umanità nei riguardi del problema di Dio si deve considerare universale, non soltanto nello spazio, ma anche nel tempo, giacché l'uomo deve aver posseduto il concetto della divinità in tutti gli stadi della sua civilizzazione; ciò è dimostrato dal fatto che si trovano sulla Terra dei popoli che si trovano in diverse fasi di civiltà e, presso tutti questi popoli, troviamo il concetto dell'esistenza della divinità.

"Fermatevi e sappiate che Io Sono Dio, eccelso fra le genti, eccelso sulla terra."
Dal Salmo 45, versetto 11
Scritto il 29 Ottobre 2016
Fin dalla "notte dei tempi" (è proprio il caso di dirlo, poiché la "storia ufficiale" non va indietro nel tempo di oltre diecimila anni circa), ogni popolo della Terra ha sempre riflettuto molto sul mistero della morte, sulle sue cause e conseguenze, su cosa ci sia prima della nascita e su cosa o, meglio, Chi ci sia dopo che il corpo ha smesso di vivere. Tecnicamente, la medicina moderna sostiene che la morte avviene dopo che il cervello ha smesso di funzionare in maniera irreversibile. Cuore e polmoni, in qualche modo, possono essere mantenuti artificialmente in vita per qualche tempo, ma per quanto riguarda il cervello è molto difficile dire la stessa cosa. Ora, abbiamo menzionato tre dei molti organi del corpo umano: cuore, polmoni e cervello. Dal punto di vista del "funzionamento" del corpo il primo serve per pompare il sangue in tutte le membra, i secondi servono per ossigenare il sangue e per espellere l'anidride carbonica ed il terzo serve per "supervisionare" l'attività di tutto il corpo, per pensare, per essere coscienti (dal punto di vista del comune stato di coscienza e per quanto riguarda il particolare legame anima-corpo, che comunque non è riferito solamente al cervello), per prendere decisioni, per elaborare gli stimoli elettrochimici in ingresso (input) provenienti dai cinque sensi, per azionare l'apparato muscolo-scheletrico e la fonazione (output), per stimolare reazioni come la triplice risposta ad uno stimolo esterno di natura pericolosa: combatti, fuggi o stai immobile. Il cervello è molto complesso e suddividibile in molte parti; inoltre ha numerose altre funzioni che non è il caso di elencare in questa sede. Tuttavia, va detto che dal punto di vista "scientifico" è la sede della "consapevolezza", ossia di ciò che ci rende "consapevoli" di esistere, di noi, del prossimo e del mondo in cui viviamo. Ma è veramente così? Ovviamente, per noi credenti, la questione è di gran lunga molto più complessa ed articolata.
Leggi tutto: Riflessioni in occasione della Festa della Commemorazione dei Defunti
Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in Lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?». Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.»
Giovanni 8, 31 - 36
«Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; Io ho vinto il mondo!»
Giovanni 16, 33

Se tu vuoi sapere qual è il valore della tua vita, vedi quale peso ha in essa l'adorazione. Nella preghiera tu sei soprattutto attirato dal moto d'amore di Dio che viene a salvarti in Gesù Cristo. In questo modo potresti metterti al centro e rinchiuderti in una specie di utilitarismo spirituale. Spezza questo cerchio per osare, in un gesto gratuito di adorazione, il movimento ascendente contrario. Tu sei fatto per adorare Dio e la tua vita troverà il suo vero centro di gravità quando ti prosternerai nella polvere davanti al Dio tre volte Santo della visione d'Isaia (Capitolo 6). I cristiani parlano ancora molto di Dio: fanno anche molte cose per lui, ma vanno perdendo il senso dell'adorazione; e per questo rischiano l'ateismo. Un Dio che non si adora non è il vero Dio. Tu devi riconoscere che Dio solo è Dio e che l'adorazione è il tuo primo dovere. Questo atto non è che un anticipo, un pregustare quello che farai eternamente nel cuore della santissima Trinità. Adorare non è per te solo un dovere che deriva dalla tua condizione di creatura: esso è la forma più elevata della tua vita di uomo.

Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra. Ancora informe mi hanno visto i Tuoi occhi e tutto era scritto nel Tuo libro; i miei giorni erano fissati, quando ancora non ne esisteva uno. Quanto profondi per me i Tuoi pensieri, quanto grande il loro numero, o Dio; se li conto sono più della sabbia, se li credo finiti, con te sono ancora.
Salmo 139, 15 - 18
Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato». Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, Io invece non ti dimenticherò mai.
Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle Mie mani, le tue mura sono sempre davanti a me.
Isaia 49, 14 – 16
La Chiesa Cattolica considera la vita umana e la persona umana incommensurabilmente preziose. Le Scritture rivelano che Dio conosce e ama intimamente ciascuno di noi.
Cosa significa "essere umano" ? Una comprensione cristiana della persona umana si basa sulla premessa che siamo allo stesso tempo esseri fisici e spirituali; un aspetto non è distinto dall'altro. I nostri corpi ci rappresentano nel mondo ed è attraverso i nostri corpi che esprimiamo il nostro spirito. Lo spirito umano, come inteso dalla Chiesa Cattolica, è orientato al bene. Ogni persona è creata per cercare ciò che è buono e giusto, ciò che è "di Dio". Questa è la coscienza, intesa come la Legge scritta da Dio su ogni cuore umano. Ogni essere umano è dotato da Dio del libero arbitrio. Questo significa che siamo liberi di accettare o rifiutare l'invito di Dio a condividere la Vita di Dio e camminare nelle vie mostrate da Gesù a noi. Il Dio che incontriamo nella libertà è colui che ci invita ad essere compagni del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo nell'opera della creazione e della salvezza. L'essere umano ha quindi un carattere essenzialmente interpersonale e comunitario. La libertà di cui gode ogni individuo è una realtà completamente sociale, perché è attraverso la nostra connessione con gli altri che scopriamo la nostra identità di esseri umani e cresciamo per essere completamente umani. Le persone sono attratte ad amare e a condividere se stesse nell'amore. "Dio, che ha creato l'uomo per amore, lo chiama anche all'amore, la fondamentale vocazione innata di ogni essere umano". Cosa significa essere creati a immagine di Dio ? Allora Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza...". Così Dio ha creato l'uomo a Sua Immagine, a Immagine di Dio l'ha creato, maschio e femmina li creò.... Dio vide tutto quello che aveva fatto, e invero era molto buono. Genesi 1:26, 27, 31
Leggi tutto: Spiritualità Cristiana e Cattolica - Riflessioni e principi
Nel corso del XX secolo e di questi primi due decenni del XXI secolo, la "scienza ufficiale", ed in particolare la fisica, l'astrofisica e la cosmologia, hanno investigato approfonditamente il mondo dell'immensamente piccolo e dell'immensamente grande, ottenendo anche notevoli risultati, almeno per quanto riguarda questa nostra attuale "realtà" fisica, ossia l'universo conosciuto. Lo spazio, il tempo, il mondo atomico e subatomico, le galassie, i buchi neri e molte altre cose sono state e sono tuttora oggetto di studi di vario tipo, sia dal punto di vista teorico sia dal punto di vista sperimentale, spesso con grande dispendio di energie umane e d'ingenti somme di denaro. A cosa ha portato tutto ciò? Fondamentalmente a due conseguenze: la prima riguarda la conoscenza, almeno dal punto di vista umano, che in questi campi talvolta tocca anche la metafisica, dal momento che ci porta a domande di tipo "creazionista" e, di conseguenza, al tentativo della scienza d'indagare sul mistero di Dio. La seconda è di natura più pratica, ossia riguardante le ricadute tecnologiche di queste ricerche. Ebbene, dal punto di vista della fede cristiana, penso che il secondo tipo di conseguenza sia più umile ed utile (almeno ad un certo livello), mentre il primo può essere sia "illuminante" sia fonte di "pericoli". Mi spiego meglio: le suddette branche della scienza (fisica, astrofisica e cosmologia) hanno l'obiettivo principale di "spiegare" la realtà in cui viviamo e di cui siamo fatti, dal punto di vista terreno. In realtà, però, finora le "teorie" (purtoppo spesso considerate "verità") pongono a volte degli interrogativi piuttosto inquietanti o, addirittura, offrono delle risposte altrettanto inquietanti. Porsi interrogativi è lecito e giusto, ma giungere a conclusioni parziali, spacciate talvolta per "totali", può essere rischioso.
Leggi tutto: Fede cristiana, morale e cosmologia. Qualche considerazione.
“Arnold Toynbee, concludendo i suoi lunghi studi sui cicli di decadenza della storia umana, ha scoperto che ognuno di essi coincide con una rinascenza dell’idolatria, e pertanto afferma che la nostra era sta pericolosamente affondando, sotto l’enorme peso d’una nuova mitologia, la quale ha divinizzato cose terrene, istituti caduchi e persone mortali: questi sono il danaro, la meccanica, la razza, i reggitori dei popoli, ed altre divinità, che sono state collocate nel novello olimpo.” Dal libro “Esiste Dio?” di Alfredo Mazzei
Arnold Toynbee (Londra 1852 – Wimbledon 1883) è stato un riformatore sociale ed economista, fondatore di numerose opere di carità, morto a soli trentun’anni. Per quanto riguarda il fatto che i periodi della storia nota, in cui vi fu un aumento dell’idolatria, coincisero con una decadenza (spirituale e morale in primis, ma anche in seguito materiale, economica e politica, con tanto di guerre di ogni tipo) è degno di nota osservare che questa concezione dell’umana esistenza è comune a molti popoli, passati e presenti.

SAN SERAFINO DI SAROV
Colloquio con Motovilov
Era un giovedì. Il cielo era grigio. La terra era coperta di neve. Spessi fiocchi continuavano a turbinare nell’aria quando Padre Serafino iniziò a conversare con me in una radura vicina al suo "piccolo eremitaggio" di fronte al fiume Sarovka che scorreva ai piedi della collina. Mi fece sedere sul ceppo d’un albero da poco abbattuto mentre lui si rannicchiò di fronte a me.
"Il Signore mi ha rivelato", disse il grande starez, "che dalla vostra infanzia avete sempre desiderato sapere quale sia il fine della vita cristiana. Per questo avete interrogato diverse persone alcune delle quali ricoprivano anche alte cariche ecclesiastiche. Devo dire che dall’età di dodici anni ero perseguitato da quest’idea e che, per questo, avevo rivolto tale domanda a parecchie personalità ecclesiastiche senza mai aver ricevuto una risposta soddisfacente." Lo starez avrebbe dovuto ignorare tutto questo. "Ma nessuno", continuò Padre Serafino, "vi ha mai detto niente di preciso. Vi consigliarono di andare in chiesa, di pregare, di vivere secondo i comandamenti di Dio, di fare del bene. Tale, vi dissero, era lo scopo della vita cristiana. Alcuni giunsero pure a disapprovare la vostra curiosità, trovandola fuori posto ed empia. Essi avevano torto. Quanto a me, miserabile Serafino, ora vi spiegherò in che consiste realmente questo fine. La preghiera, il digiuno, le veglie e le altre attività cristiane, per quanto possano parere buone, non costituiscono il fine della vita cristiana ma sono il mezzo attraverso il quale vi si può pervenire. Il vero fine della vita cristiana consiste nell’acquisire lo Spirito Santo. Per quel che riguarda la preghiera, il digiuno, le veglie, l’elemosina ed ogni altro tipo di buona azione fatta in Nome di Cristo, non sono che dei mezzi per acquisire lo stesso Spirito."
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“A che giova ad un uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la sua anima?”
Gesù di Nazareth, il Cristo
A volte ci sentiamo forti, sicuri e decisi nelle nostre intenzioni. Ma cos’è mai tutta questa sicurezza, al cospetto di un agonizzante in ospedale, magari intubato, con flebo varie piantate nelle vecchie e stanche vene, nudo sotto un lenzuolo anonimo, con tanto di tracheotomia e morfina in circolo? Non intendo criticare l’uomo nella sua effimera forza, né tantomeno esaltare l’agonizzante, tuttavia rieccheggiano le parole di Qoelet: “Vanità delle vanità, tutto è vanità”. Nessuno nasce per se stesso e nessuno muore per se stesso, afferma San Paolo. Come dobbiamo comportarci, dunque, di fronte a questo vero e proprio “mistero della vita?”. Una risposta potrebbe essere: “Cerchiamo di dare il meglio di noi”. Questo è già tanto e degno di lode, ma rischia di spegnersi nella tomba, se non sappiamo il perché dobbiamo comportarci così. Gli antichi studiavano, come potevano, il mistero della morte, e sentenziavano l’immortalità dell’anima. L’anima, in effetti, è immortale. Avevano ragione, ma non avevano ancora conosciuto il Signore Gesù.

Qualche tempo fa, in un gruppo di preghiera del Rinnovamento nello Spirito Santo, qualcuno pronunciò queste parole: "Di fiori è cosparso il Mio prato, ma uno è diverso dall'altro..." Il Signore ama tutte le Sue creature e tutto il creato, tanto che Gli parve tutto "cosa buona", come sta scritto nel Libro della Genesi. Spesso, però, ci interroghiamo sulla grande diversità di vita fra le creature e, per quanto ci riguarda più da vicino, fra gli esseri umani. Perché le condizioni di vita degli uomini, delle donne e dei bambini che vivono su questo pianeta Terra sono così diverse e, allo stesso tempo, così simili? Un giorno, tanto tempo fa, Sant’Antonio Abate chiese a Dio perché alcuni uomini sono ricchi, altri poveri, perché alcuni muoiono giovani, altri vecchissimi e perché degli empi sono ricchi e dei giusti sono poveri. E giunse a lui una voce che disse: “Antonio, bada a te stesso. Sono giudizi di Dio questi: non ti giova conoscerli.” Effettivamente tutto ciò è un mistero, e sotto molti aspetti è un bene che sia così.
Leggi tutto: Di fiori è cosparso il Mio prato, ma uno è diverso dall'altro...

Un giorno San Giovanni Bosco, noto Santo piemontese “dei giovani”, la cui vita ebbe pieno quanto santamente fiorente sviluppo a Torino, fondatore dei Salesiani, disse che chi non giunge alla Santità ha fallito la propria vita. Senza dubbio si tratta di un’espressione forte, ma vediamo il seguito. San Domenico Savio, giovane seguace di Don Bosco, lo prese in parola. Cominciò quindi ad intensificare la preghiera, nonché a sottoporsi a varie pratiche ascetiche, fra cui il digiuno ed una particolare forma di penitenza che si era auto-imposto, cioè dormire, anche d’inverno, solo con una leggera copertina. Un giorno San Domenico Savio si recò a colloquio da San Giovanni Bosco. Don Bosco lo vide pallido ed emaciato, e gli domandò come mai fosse ridotto in quello stato. Domenico gli spiegò tutto. Allora San Giovanni Bosco gli spiegò che la vera Santità consiste nel fare diligentemente il proprio dovere, nelle condizioni in cui uno si trova o, meglio, nelle condizioni di vita in cui Dio lo ha posto. Senza dubbio occorre fare tesoro delle parole di Don Bosco, tuttavia occorre sapere che ci sono molte vie che portano alla Santità, e Dio ne è l’Artefice e Maestro. Cosa significa la parola “Santo”? Letteralmente significa “separato”, in particolare “separato dal male”.
Nel corso del primo millenio della Chiesa Cristiana - ma anche in seguito - vissero molti Santi che amavano gli animali. Vivevano con loro, li liberavano dai pericoli, li allattavano e li salvavano dai cacciatori. A loro volta, molti Santi furono aiutati dagli animali. Qui di seguito potete leggere un elenco di alcuni di questi Santi. Ci auguriamo che le informazioni su di loro siano utili e che possiate chiedere al vostro Parroco di ricordarli durante le funzioni dei loro giorni di festa per il loro amore per gli animali.

San Francesco d'Assisi (1181 - 1226) è conosciuto come il Santo patrono degli animali ed è comunemente ritenuto il Santo principale che ha mostrato interesse per gli animali. Ma, come abbiamo accennato, non è stato il solo. Moltissimi Santi prima di lui, in particolare quelli che hanno vissuto una vita solitaria ed ascetica, hanno mostrato compassione per gli animali, tornando allo stato spirituale in cui si trovava l'uomo quando risiedeva nel Giardino dell 'Eden, comunicando con gli animali e vivendo in armonia con la natura. San Francesco era noto per predicare agli animali e si dice che abbia persuaso un lupo a smettere di attaccare la gente della città di Gubbio se quella gente avesse promesso di nutrire il lupo per il resto della sua vita.
Scritto il 27 Aprile 2020
Domenica 19 aprile 2020, il parroco di Gallignano Don Lino Viola stava celebrando la Messa. Ad un certo punto è stato interrotto dai Carabinieri, che lui ha mandato via di fronte a dodici fedeli che partecipavano alla celebrazione liturgica. È stato multato di 680 euro per aver infranto il lockdown messo in atto per fronteggiare la pandemia causata dal Coronavirus. Qualche giorno dopo, il 25 aprile, ha pubblicamento pregato il Signore in segno di riparazione per il "sacrilegio" che sarebbe stato perpetrato dai Militari, Forze dell 'Ordine, chiedendo poi un digiuno, altrettanto riparatore, per il 30 aprile. Ora, molti cristiani, in questi giorni, si stanno interrogando circa il rapporto fra Liturgia e lockdown, e ciascuno giustamente cerca di capire, riflettere e dire la sua, a volte.

Chi siamo? È molto semplice: siamo creature di Dio e, sempre e solo per Sua Grazia, figli di Dio, figli del Dio vivente, piccoli fratelli di Gesù Cristo. Perché ne sono sicuro? Perché il Padre, a chiunque Egli piaccia rivelarsi, lo fa solitamente come tale: come un Padre, appunto. Gesù stesso chiamava Dio “Abbà”, che significa “Caro Papà”. Dio è Padre e Madre, l’ha detto pure un Papa. E’ nostro dovere e fonte di salvezza ricordarci sempre che siamo figli di Dio, anche nelle situazioni più difficili. Anche quando tutto sembra crollarci addosso. Ripetiamo spesso: “Gesù, confido in Te!”, “Gesù, pensaci Tu”. Tutto, prima o poi, si metterà a posto. Se non in questa vita, nell’altra, ossia in quella che attende tutti dopo la morte. Qualcuno potrebbe obiettare che non tutti credono in una vita dopo la morte. È vero, ma c’è. C’è. Se avete dei dubbi… Pregate, studiate, cercate… “Pregate, pregate, pregate”, “Umiltà, umiltà, umiltà” ci ripete da tempo la Vergine Santissima. A volte siamo una folla immensa, a volte ci sentiamo tanto soli, ma non siamo mai soli.