Gesù Cristo Vero Dio e Vero Uomo





Dio e Amore

 

Quante volte abbiamo sentito questa breve ma importantissima frase: “Dio è Amore”... quante volte? Probabilmente parecchie, a seconda dei casi, naturalmente. Eppure non per questo si “inflaziona”, perché è la pura verità: Dio è Amore. Papa Benedetto XVI ha persino intitolato un’enciclica in questo modo: “Deus Caritas Est”, che è poi uno dei fondamenti del cristianesimo da Gesù in poi, compresi gli Apostoli, i Discepoli, i Santi, Papi, tutti i battezzati e credenti in Cristo. Anche nell’Antico Testamente si trova questo concetto, anche se pare essere messa in rilievo l’azione giusta e potente del Signore. Ma qual è l’azione d’Amore di Dio? Posso solo fare delle considerazioni e delle riflessioni, perché il mistero d’Amore della Santissima Trinità è insondabile. Il Signore stesso, infatti, disse a Santa Faustina che né mente umana né angelica può comprendere Dio. Noi possiamo solo accogliere ciò che Dio ci ha rivelato e la Santa Chiesa ci propone a credere. La mente umana, fosse pure la più intelligente ed acuta, presenta infatti dei limiti enormi. Dio, spesso, è molto “pratico”. Un Sacredote scrisse: “Nessuno è più concreto di Dio”. Gesù, infatti, quando parlava della misericordia e dell’amore che dobbiamo offrire al nostro prossimo, diceva: “Ero affamato e mi avete dato da mangiare, Ero assetato e mi avete dato da bere, Ero nudo e mi avete vestito, Ero malato e siete venuti a trovarmi, Ero carcerato e siete venuti a visitarmi, Ero forestiero e mi avete ospitato”. Un Amore molto concreto, insomma, che aiuta chi ha bisogno. Non per questo Dio disdegna l’amore tipicamente umano, come quello fra un uomo e una donna, o l’amore dei genitori per le proprie creature, o l’amore per il bello, per la poesia, per l’arte, per la natura... Tutto ciò è molto bello, ma al primo posto c’è l’amore che aiuta, che soccorre, che si dona. Un amore incondizionato verso i fratelli più sofferenti nei quali, a ragione, la Beata Madre Teresa di Calcutta vedeva Cristo stesso. Quando tocchiamo un malato o un povero, non dimentichiamolo, tocchiamo Cristo. E il Signore, dal momento che siamo Suoi figli, vuole che imitiamo quest’amore concreto e disinteressato. Una spinta all’amore, per quanto piccola, è presente in ciascuno di noi. Tuttavia è spesso indirizzato a cose che sarebbe bene trattare con le dovute cautele: l’amore per il denaro, per il gioco, per il bere, per il sesso fine a se stesso, per gli oggetti, etc. Non è per fare “la morale” che scrivo questo, ma per ricordare che il nostro amore deve essere rivolto a Dio innanzitutto, poi al nostro prossimo. Non sempre è facile, soprattutto quando incontriamo delle persone “moleste”. Inoltre, se è assolutamente vero che il “prossimo” coincide con qualsiasi creatura bisognosa di aiuto, spesso in maniera impellente, è altrettanto vero che, letteralmente, il “prossimo” è costituito da chi è più vicino a noi: la nostra famiglia, i nostri animali, i nostri amici e conoscenti, ossia tutte le creature con cui entriamo a contatto, a partire innanzitutto dai nostri genitori, tanto che il Signore, nel Quarto Comandamento, dice: “Onora il padre e la madre”. Non dobbiamo correre il rischio di voler aiutare chi è lontano da noi, che è una bellissima e giusta intenzione, a discapito da chi vediamo ogni giorno vicibo a noi, con i nostri occhi, se non siamo cieci fisicamente, oppure mentalmente o moralmente. Infatti, è chiaro che non tutte le persone hanno “amore” e, talvolta, neppure la cosiddetta “morale naturale”, spesso per cause proprie, ma sovente anche per motivazioni che non sono a loro direttamente imputabili, come quelle di tipo famigliare, sociale, intellettuale, economico, psicologico, etc.
È giusto discernere, anche la Scrittura ci invita a “stare attenti a chi facciamo il bene”, tuttavia il messaggio di Cristo, come sempre, porta a compimento le Parole dell’Antico Testamento. Cerchiamo di amare “con sacrificio”. So quanto sia difficile, a volte, e le cadute, in merito, sono molto facili. Non a tutti sono chiesti grandi sacrifici, ed anche quelli minori spesso ci toccano nel vivo. L’importante è rialzarsi sempre, con l’aiuto del Signore e confidando che, alla fine, con il Suo Aiuto tutto andrà bene.

Precedente pubblicazione in data 21-07-2021

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